Nel 2024 ha preso vita un progetto ambizioso e affascinante, nato dall’incontro tra rigore scientifico e sensibilità artistica: la ricostruzione policroma della testa scultorea della Gorgone Medusa, custodita nella splendida Tomba C dell’Ipogeo dei Cristallini. Un’impresa resa possibile grazie alla collaborazione tra la Liebieghaus Skulpturensammlung di Francoforte e le istituzioni italiane impegnate da tempo nello studio e nella tutela di questo straordinario complesso archeologico.
Il progetto ha avuto inizio nel febbraio 2024, quando – a partire dalle analisi e dalle indagini già condotte dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma – il team tedesco ha avviato un ciclo di ricerche approfondite. Sulla superficie originale della Gorgone sono state effettuate indagini FORS, una fotogrammetria ad altissima risoluzione e ulteriori analisi archeo-artistiche. Ogni rilevamento è stato fondamentale per comprendere appieno la complessa stratificazione cromatica dell’opera e per avvicinarsi il più possibile alla verità storica della sua resa originaria.
Ci sono voluti mesi di intenso lavoro per giungere al cuore del progetto: la realizzazione di una copia a grandezza naturale della testa di Medusa, stampata in 3D con sabbia di quarzo nera. Su questa base, utilizzando pigmenti e materiali il più possibile fedeli a quelli dell’antichità, gli studiosi hanno dato vita a una ricostruzione pittorica che mira a restituire la potenza illusionistica e il raffinato modellato dell’originale. La straordinaria conservazione delle tracce cromatiche ha reso questo progetto un caso d’eccellenza nel campo della ricerca sulla policromia antica.
Nel frattempo, da marzo a settembre 2024, presso la Liebieghaus Skulpturensammlung di Francoforte, è stato allestito un laboratorio aperto al pubblico. In questo spazio vivo e dinamico, i visitatori hanno potuto osservare da vicino il delicato processo di ricostruzione, guidato da Ulrike Koch-Brinkmann e dal suo team, in un dialogo continuo tra scienza e divulgazione.
A coronare questo straordinario lavoro, il museo ha dedicato anche una mostra tematica alla figura della Gorgone Medusa, indagandone l’evoluzione iconografica e il significato simbolico attraverso i secoli.
Protagonisti di questa avventura sono stati i membri del Progetto Policromia Liebieghaus: Vinzenz Brinkmann, Ulrike Koch-Brinkmann, Heinrich Piening e Jakob Salzmann. Grazie al loro impegno e alla loro competenza, il volto antico di Medusa torna oggi a parlarci con i suoi colori originari, sospeso tra mito, arte e scienza.



